Qualche domanda ad Oskar degli Statuto

Due domande....

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È in arrivo il nuovo album dal titolo “Amore di Classe”, disponibile dal 22 gennaio. Abbiamo avuto il piacere di poter fare quella che domanda ad Oskar degli storici Statuto.

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✯Gli Statuto nascono nel 1983, e a distanza di 33 anni possiamo dire che siete tra le band italiane più longeve, qual é il vostro segreto?
La voglia di far conoscere a più gente possibile il Modernismo,passione per la musica e il divertimento che proviamo suonando sui palchi

✯Siete stati tra i primi in Italia a suonare ska e con testi in italiano, da dove nasce la vostra passione per il levare?
Grazie a Madness, Specials, Selecter, Bad Manners, Beat abbiamo scoperto che questa splendida musica esprimeva anche socialmente cose importanti, come l’antirazzismo e la multietnicità.

✯Cosa vuol dire per voi “essere Mod”?
Vivere al meglio e puliti nelle circostanze difficili. Essere qualcuno per quello che si è e non per quello che si ha, non essere un numero in mezzo all’apatia della massa passiva e omologata. Cercare sempre il meglio e arrivarci sempre prima di chiunque altro, sia esteticamente che ideologicamente

✯Tra qualche giorno, il 22 gennaio, uscirà “Amore di Classe” che album dobbiamo aspettarci?
Un bell’album, di alta qualità. Bando alla mod-estia, è proprio un gran bel disco, grazie soprattutto alla produzione di Max Casacci e di Rudi Di Monte

✯È noto che la scena ska italiana raramente viene passata in radio, o nei media nazionali. Gli Statuto, nonostante la longevità e il gran seguito, non fanno eccezione, come vivete questa difficoltà nel promuovere il vostro lavoro?
In realtà il nostro nuovo disco ha ben poco ska nelle ritmiche presenti, ma ciò non toglie che non venga suonato dalle radio e abbiamo grosse difficoltà nel farci sentire. la nostra forza è il nostro pubblico, per noi un vero “patrimonio” umano che, a fronte della poca visibilità che ci viene data, risulta addirittura spropositato.

✯Che consigli date ai giovani gruppi che si affacciano sulla scena ska italiana?
A tutti i gruppi giovani consiglio di suonare i generi che più amano senza pensare ad arrivare al successo e a dire ciò che si vive, pensa e crede nei testi. E le cover fatele solo per imparare a suonare e poi fate pezzi vostri, saranno sempre meglio di pezzi scritti e già suonati da altri

✯Una domanda “classica” per chiudere l’intervista: progetti futuri?
Siamo già nel futuro

Grazie per la vostra disponibilità! A presto!

 

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