Italian Ska Festival!

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Domani 20 Gennaio al LIVE MUSIC CLUB di Trezzo (MI) grande festa per i 35 anni di SKA in Italia – Festival

Ecco il programma
H 22:00 Apertura Porte
H 22.45 The Orobians
H 23.15 Premiazione Gli Statuto
H 23.45 TheMagnetics
H 00:15 Presentaz. Compilation – “The Italian Ska Meets The World”
H 00.30 Arpioni
H 01.15 MATRIOSKA
H 01.45 Vito War Dj Set 

PRESENTATORI
Gianpiero JAM Kesten (Radio Popolare)
Gabriele PALETTA Mantegazza (Punkreas)

 

Un viale dedicato a Joe Strummer

News

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Succede a Cassola, comune di 14 mila abitanti,  in provincia di Vicenza. L’amministrazione comunale ha deciso di dedicare un viale  al mitico cantante dei Clash. È la prima volta che succede in Italia, in precedenza solo Sulmona ha dedicato a Joe Strusmmer una rotatoria. La decisione presa dal sindaco nasce quando un cittadino, che per il momento rimane ignoto, ha l’idea di posizione un cartello all’imbocco del viale in questione.

25 anni dopo torna Zighida degli Statuto

Uscite Discografiche

 

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Da venerdì 31 marzo, è in radio “Qui non c’è il mare”, il nuovo singolo degli Statuto che anticipa “ZIGHIDÀ 25” , album in uscita il prossimo 21 aprile per celebrare il 25° anniversario dalla pubblicazione del disco “Zighidà”.

«“Qui non c’è il mare” – raccontano gli Statuto – è la presentazione ska della nostra città, con un testo ironico scritto nel 1992 che risulta attuale come non mai e che ha subito solo pochi “ritocchi”: gli stadi, ad esempio, rispetto a 25 anni fa sono diventati addirittura 3, ma il primo, il Filadelfia , è per noi quello più importante. Certo…la riflessione rap di Caparezza ci regala una visione più “raffinata” e obiettiva del problema della mancanza del mare a Torino, al punto tale da averci convinti che non è un problema…».

Al brano partecipa anche Caparezza: «Ho accettato volentieri di partecipare al brano “Qui non c’è il mare” degli Statuto – dichiara Caparezza – perché l’album che lo conteneva (Zighidà) lo ascoltavo durante il mio primo anno da emigrante a Milano nella “Casa del giovane studente e del lavoratore” e poi perché i diritti SIAE del testo andranno alla Fondazione Carlo Rossi».

Ad aprile anche lo “ZIGHIDÀ 25 TOUR”, con cui la band porterà il disco in tutta Italia, e a tal proposito se volete contattarli per un concerto dalle vostre parti scrivete a :info@statuto.net

Intervista agli SKASSAPUNKA

Due domande....

Il primo febbraio é uscito il nuovo album degli SKASSAPUNKA dal titolo “Rudes Against”, ne abbiamo approfittato per fare due domande al gruppo.

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✯Raccontateci che album ci dobbiamo aspettare e perché avete scelto questo titolo

RUDES AGAINST è un album che graffia con la forza del #Punk che ti rimane col levare dello #Ska.
Abbiamo scelto questo titolo perché rappresenta benissimo quello che abbiamo voluto cercare di trasmettere nella musica e nei contenuti, un suono, un mood RUDE contro il sistema capitalista e le sue schifose facce.

✯Pezzo più rappresentativo dell’album?

A livello di contenuti IL PIANTO DELL’ASINO, a livello musicale FIGLI DI TROJAN.

✯In contemporanea uscirà anche il nuovo lavoro dei Los Fastidios, com’ è il vostro rapporto con Enrico e la Band e come mai avete deciso la stessa data?

Il nostro rapporto con Enrico, Elisa (KobRecords) e coi Los Fastidios è ottimo.
La proposta dell’uscita in contemporanea è arrivata da KOB (etichetta discografica di entrambi), ovviamente presa al volo da parte nostra, è un onore uscire lo stesso giorno di una band come loro.

✯A quale album siete più affezionati e qual è il vostro miglior pezzo di sempre?

Mah siamo affezionati a tutti gli album, è scontato dire “RUDES AGAINST” in modo particolare ma perché è il primo di questa formazione. Se la giocano “IL PIANTO DELL’ASINO”, “NOSTRA”, “ECHO” e “OMBRA NERA”

✯L’album é uscito da una settimana e già avete in programma dei concerti in giro per l’Europa sino a dicembre. Raccontateci il vostro concerto migliore e quello più strano.

Non c’è un concerto migliore, diciamo che quello che ricordiamo con più sentimento è quello del 2 Aprile al Moshpit Club, un locale svizzero di Naters, perché è stato il primo della nuova formazione. Il concerto più strano ma bellissimo è quello di Schwabishgmund in Germania ad un festival in città abbiamo suonato per due anni di fila su un camion del centro sociale ESPERANZA.

✯Tutto sommato siete un gruppo giovane , quanto è importante per voi avere un vostro stile e una propria identità?

Siamo un gruppo giovane e sentiamo arrivare l’identità e il nostro stile grazie alla maturazione frutto della crescita e del tanto lavoro che ci mettiamo, questa cosa è fondamentale, una band deve essere viva e noi abbiamo addirittura sovrabbondanza di produzioni nostre, abbiamo messo 16 pezzi nell’album e ne abbiamo scartati 4.

✯Progetti futuri?

Intanto dobbiamo goderci il tour che è cominciato alla grandissima venerdì 3/2 e poi effettivamente abbiamo in mente un paio di progetti anche con KOB SNCF, i Los Fastidios e la nostra intenzione è anche di fare uscire qualcosa legato alla Resistenza, tema che abbiamo, come ben sapete, fortemente a cuore.

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Documentario sullo Ska di Richie Stephens

News

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A brevissimo, Richie Stephens lancierà un documentario dedicato allo ska.
Nato negli anni ’60, lo ska è il padre del rocksteady e del reggae. In questi anni Richie Stephens, sta cercando di far riscoprire lo ska alle giovani generazioni jamaicane con un progetto che lui stesso chiama Ska-tech.
“E’ molto importante raccontare come la musica ska sia diventata internazionale e di conseguenza quanto abbiamo perso noi come jamaicani. L’uso delle sonorità che ancora oggi ne fanno gli artisti stranieri farà si che un giorno nessuno più ricorderà che lo ska lo abbiamo creato noi” –
“Ho conosciuto lo ska grazie a mio padre e alle storie che mi raccontava. Per questo ho sempre nutrito profondo rispetto verso questa musica e come interprete ho sempre amato il suo andamento ed energia, consapevole che si tratta di una grande musica da ballare” – racconta Stephens mentre sottolinea come in Australia, Italia, Germania, Inghilterra, Cina e Giappone ci sono orchestre ska, festival e feste dedicate.
Ecco perché ha deciso di realizzare un documentario, per rispolverare le radici musicali della sua terra. L’idea è diventata realtà in Italia, grazie all’incontro con i salentini Rankin Lele & Papa Leu,che poi è stata battezzata Ska Nation Band con la quale iStephens ha anche registrato l’album “Internationally” e tenuto una serie di concerti di successo in tutto il mondo.

In uscita “Brandelli d’Italia” degli Shandon

Due domande....

img_2191Eccoci con una nuova piccola intervista.
Il 4 novembre uscirà “Brandelli d’Italia Vol.1”, un mini EP di brani reinterpretati dagli Shandon, e abbiamo ben pensato di fare qualche domanda ad Olly.

*Ciao Olly! Come vi é venuta l’idea di fare un album di sole cover?

Durante l’ultimo tour di quest’anno ho avuto occasione di parlare con alcuni ragazzi che venivano al nostro concerto perchè fratelli minori di qualcuno che ci ascoltava 15 anni fà, piuttosto che addirittura figli di chi ci ascoltava un tempo. Un emozione in un certo senso. Molti di loro ci vedevano come veterani di una scena alternativa a #XFactor, o alla musica leggera, ma appena facevo nomi tipo i Senzabenza, i Kina, o altre band significative del nostro paese, li vedevo smarriti. Come se pensassero che prima della nostra generazione non ci fosse stato nulla in Italia. Ho visto anche persone che si avvicinano a questa nuova ondata Indy cantautorale Italiana senza sapere chi sono gli Skiantos o i Kina. Insomma ci siamo detti, facciamo un disco di cover per dimostrare il valore di quello che c’è stato. Un EP fatto di cuore e buttato giù di getto, registrato quasi in diretta in studio.

*A questo punto siamo curiosi, che brani hanno avuto il privilegio di essere presenti nell’EP e perché?

FLASH” dei Search: Un gruppo Skacore di Ravenna che nel 92/93 faceva già musica di qualità come se fossero Californiani, purtroppo un gruppo poco conosciuto, ma che prima di noi già sperimentava tra Ska, punk, crossover, Funk, dei grandi insomma!

CASINO ROYALE” dei Casino Royale: Se ascoltate Ska e non conoscete questo pezzo vi siete persi la più bella canzone Ska realizzata in Italia, un pezzo di storia.

UOMINI” dei Ritmo Tribale: Una anti convenzionale canzone acustica, cantata dal funambolico Edda, che noi abbiamo riarrangiato reggae. I ritmi hanno eliminato le barriere dei generi e uniformando il loro pubblico, pochi in Italia sono stati capaci di imprese del genere.

A GREAT BIG WORLD” dei Senzabenza: Io sono un loro fan dal 92 e poi in corsa siamo anche diventati amici. Una band stupenda con canzoni incredibili, che ha dato speranza a tanti gruppi come gli Shandon dando prova che uscire dall’Italia con il proprio suono, si poteva fare. Un po come fecero i Raw Power nella scena Hard core.

EPTADONE” degli Skiantos: se pensate che questo pezzo è dei fine anni 70 è stupefacente. Loro arrivano dal movimento studentesco, dalla follia politica di quel periodo e dalla prima ondata punk inglese. Tutto frullato e concepito dalla mente di un genio nostrano come Freak Antoni, sempre poco capito e sempre sminuito dai mas media. Il classico esempio di ingiustizia artistica del nostro paese.

QUESTI ANNI” dei Kina: Loro hanno portato, già dalla metà degli anni 80, la musica Punk/HardCore a un livello più cantautorale e melodico, senza mai sminuire il messaggio. Come band Americane tipo gli Husker Du, loro avevano forma e sostanza, ma anche chaos e disordine sonoro. Spettacolari!

*Come hanno reagito le band alla notizia di vedere un loro brano reinterpretato da voi?

Bè non sapevamo cosa aspettarci, ma per ora abbiamo avuto solo feedback positivi e ne sono felice.
*In passato alcuni gruppi italiani hanno avuto la stessa idea, vedi Modena City Ramblers e Punkreas, ma nonostante ciò c’e sempre qualcuno che dice che quando un gruppo pubblica un album di sole cover non ha più nulla da dire. O ancora, i soliti “maligni”, vedono solo ed esclusivamente il lato commerciale del lavoro. Qual’è la tua opinione in merito?

Cazzate gratuite…In Italia è sport nazionale denigrare, invidiare, criticare gratuitamente. Sembra non sappiano fare altro, si cerca sempre di capire se un progetto è sincero o no, ma poi quando lo è, non lo riconosce nessuno perchè quasi ci rimangono male del fatto che non possono gettare fango gratuitamente. Uno dei motivi del perchè le cose non funzionano in Italia è proprio questa attitudine malata!! Qui se uno fallisce, sono tutti contenti!! vergogna!! La verità è che ormai con la musica alternativa non si guadagna quasi nulla, quasi sempre non si arriva neanche a coprire le spese di realizazzione del progetto..Se fai Hip Hop magari ce la fai, ma se hai strumenti veri da registrare, sei sempre sotto. Quindi non sarà un disco di cover di canzoni perse, a risollevarci il conto in banca he he.. Ad ogni modo noi abbiamo realizzato un disco dopo 12 anni che è uscito nel 2016 e ne abbiamo un altro in cantiere quindi questo EP è solo una parentesi. I maligni dicano pure quello che vogliono!

* Tralasciando “Brandelli d’Italia” per un attimo, avete già in progetto un nuovo album?

Abbiamo già parti di canzoni e idee da sviluppare, ma il tempo non basta mai. Sicuramente pero’ avremo delle nuove uscite discografiche nel 2017.

* Uno dei motivi dello scioglimento degli Shandon nel 2005 era la mancanza di entusiasmo, ad oggi come si sta trovando il gruppo? A Novembre riprenderete a suonare dal vivo, come é andato il tour?

Il tour è andato benissimo e non vediamo l’ora di risalire sul palco. In questi mesi abbiamo avuto gente emozionata e noi ancora di più. Abbiamo assistito a veri atti di gioia e di condivisione. Ragazzi che si sono fatti chilometri e chilometri per noi, o che hanno preso aerei da altre nazioni per venirci a vedere. In Germania, in Olanda e in Belgio, abbiamo visto gente che cantava a memoria i nostri pezzi del 94 o del 98, stupendo!! Veri atti di affetto che ci rimarranno dentro. Tra di noi va alla grande, entusiasmo da ragazzini e voglia di suonare come quando avevamo 16 anni. Tutto molto bello insomma.

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Sul canale YouTube degli Shandon trovate i video di presentazione dell’Ep, dove potete ascoltare i nuovi pezzi in anteprima, e dove stesso Olly e gli autori originali raccontano un po’ quello che è stato.