Conosciamo meglio i Talco, la nostra intervista a Dema

Due domande....

 

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Il 6 Novembre scorso é uscito “Silent Town”, album che chiude la trilogia iniziata con “La Cretina Commedia” e “Gran Galá”, un album che conferma i Talco come uno dei gruppi Ska-Punk più seguiti d’Europa.
Abbiamo avuto il gran piacere di conoscerli meglio, grazie a Dema, voce e frontman del gruppo.

✯ Come è nata l’idea dei Talco e come mai avete scelto questo nome?
Gli inizi sono stati normalissimi, studenti delle superiori che avevano voglia di formare un gruppo senza pretese e con un’attitudine demenziale! Successivamente, senza renderci conto stavamo cambiando e passando a un’idea più impegnata rendendo il nostro progetto più concreto, ma non abbiamo mai pensato di cambiare nome, ormai ci eravamo affezionati.

✯ Ormai siete considerati una delle migliori band ska-punk europee e guardando le date dei vostri Tour se ne ha la conferma. Vi aspettavate questo successo fuori dai confini nazionali?

Assolutamente no Ahaha. Essendo una band nata in Italia, con tutti i problemi di cui abbiamo parlato molto spesso tra noi e nelle interviste, legati a crisi musicali della penisola causate da piccole mafiette di vecchie bands e promoters, credevamo di nascere e morire in Italia, forse addirittura dopo il primo disco. Fortunatamente ci siamo affacciati all’estero ed eccoci qui. È stata un’opportunità che abbiamo preso al volo 10-11 anni fa, ma sicuramente posso dire con molto orgoglio che non ci è stato mai imposto nulla né noi abbiamo mai chiesto nulla. Semplicemente si suona in un clima più “zero corsie preferenziali, se mi piaci ti seguo altrimenti grazie e alla prossima” e abbiamo avuto la fortuna di piacere.

✯ A proposito di concerti, vediamo che non riuscite a stare fermi: a gennaio inizierà il vostro nuovo tour che partirà da Bologna, Torino, Milano e Roma per poi proseguire in Spagna, Germania Etc .Che differenza c’è a livello di organizzazione e pubblico tra l’Italia e l’estero?
Mah quello che ti ho detto prima secondo me è il punto di partenza per spiegare la differenza tra Italia ed estero: opportunità e meritocrazia a cui aggiungerei anche una maggiore organizzazione. Ci sono dei festival italiani che abbiamo anche avuto il piacere di vedere da vicino dove, a parità di qualità dell’offerta, c’è un’organizzazione anni luce lontana dall’efficenza che abbiamo trovato all’estero. Certo che se dici una cosa del genere ti viene risposto: vai all’estero allora, tipico carattere italiano di chi per puro campanilismo non guarda ad altre opinioni o esperienze, ma lo vedo tutto legato proprio al clima che si respira nella scena alternativa del nostro paese. Sarebbe molto bello tornare ad un clima sano ed eticamente valido dove non solo le bands possono emergere senza corsie preferenziali o conoscenze furbe, ma anche dove i promoters che lavorano professionalmente hanno la possibilità di veder valorizzato il proprio lavoro, avendo loro stessi l’opportunità di organizzare un festival o un concerto importante, senza doversi scontrare con i padrini della scena!

 

✯ Nelle date italiane sarete accompagnati dagli NH3, quali sono i gruppi con i quali andate maggiormente d’accordo?
Gli NH3 sono amici ormai da un bel po’ di tempo, brave persone e ottimi musicisti che stanno facendo il nostro stesso percorso: stanchi del proprio paese e delle restrizioni che lo caratterizzano si sono affacciati all’estero ritagliandosi delle belle soddisfazioni. E hanno tutte le carte in regola m regola morali ed artistiche per continuare così. Abbiamo ottimi rapporti anche con molte altre band, al volo mi vengono in mente Los Fastidios (a Enrico devo tutto), Boikot, Mad caddies e molte altre!!

✯ Quale concerto ricordate con più piacere?
Personalmente il Pun’Italia 2005 di Berlino, 10 anni fa, un giorno che ci ha cambiato la vita!!!
Non era cominciato bene, a parte la calorosa accoglienza degli amici italiani a Berlino che come negli anni precedenti ci avevano fatto sentire a casa: salutati i gruppi amici, altri “colleghi” non sono stati a suo tempo molto cari con noi, e la cosa ci aveva un pochino turbato, erano i nostri idoli, anche se a Berlino e all’estero ci avevano messo meno piede di noi…vederli a due metri da noi, pensavamo ci avrebbe coperto di entusiasmo….ma alle prime prese in giro come “e questi chi cazzo sono?”, “perché dovrei suonare prima dei Talco, scusami, sono 10 anni che suoniamo!”. Ho provato a dire educatamente che non era colpa nostra se nei due anni precedenti avevamo fatto già qualcosa all’estero in Germania e soprattutto a Berlino, quindi magari era normale e forse era qualcosa anche di meritocratico, come suggeriva l’organizzatore, ma alla risposta “guarda che qui siamo ignoranti non abbiamo fatto le scuole alte”, sono andato a prepararmi per il concerto, perché mi ero rotto altamente le balle, avrò avuto 24 anni, ma farmi prendere per i fondelli anche no.
Il Punkitalia ci ha lanciati, è stato un successone, il locale pieno, quasi 1000 persone, il pubblico che già ci aveva conosciuto è tornato, ha ballato, pogato, comprato il nostro disco “Tutti assolti“. Abbiamo accettato senza problemi di suonare prima dei gruppi che ci avevano scanzonato, ma sfortunatamente con loro la gente stava lontana, sarà stata anche qui colpa nostra.
Anni dopo alcune di quelle persone hanno chiesto di suonare di spalla ai Talco, purtroppo il loro tenore di vita era troppo alto per suonare in Germania e hanno rifiutato…colpa nostra forse….
Quel locale negli anni è diventato una seconda casa, ci abbiamo suonato molte molte volte, dapprima con gruppi amici, poi riempiendolo da soli, fino al doppio sold out. Ma a me rimane più di tutti il ricordo indelebile di quel Punkitalia, che ha praticamente segnato la mia vita, la prima volta in cui “La Carovana” è stata suonata dal vivo.
Sono passati 10 anni, non mi sembra vero, ma forse saranno bastati a qualcuno per capire finalmente il significato di entusiasmo puro e meritocrazia, anche senza scuole alte….quante volte ho parlato di meritocrazia? Ahahah!

✯ Lo scorso 6 Novembre é uscito il vostro settimo album in studio, come sta andando?
Per ora molto bene, siamo a più di 5000 copie vendute e 8000 stampate in un mese, siamo davvero felici del risultato. E la risposta del pubblico fino ad ora è stata davvero incredibile, eravamo fiduciosi ma non ci si aspettava un entusiasmo simile!

✯ A cosa si ispira “Silent Town”?
Volevano chiudere la trilogia sull’Italia iniziata con “La Cretina Commedia” e “Gran Gala”, e l’idea era di raccontare una storia metaforica, così nonostante molti tentennamenti mi sono buttato sul tentativo di fare un libro, in cui una vecchia senza ricordi e una compagnia di naufraghi, sulla via per tornare a casa, si imbattono in una città sconosciuta e inquietante che cambierà per sempre le loro vite…una città che sembra disabitata e dove un cartello mette in guardia la compagnia sul cammino che affronteranno..

✯ I vostri testi sono particolari e poetici, cosa passa per la testa dei Talco quando li scrivete?
Grazie mille, a dirti la verità sono davvero disordinato perché non ho un metodo chiaro per fare i testi. L’unica cosa che cerco di fare è di evitare lo slogan e la retorica facile, a volte riesce, altre magari meno però l’importante è partire dalla volontà di non buttare lì due parole a caso o slogan furbi che ormai hanno reso retorici argomenti che non lo sono

✯ I vostri pezzi delineano un chiaro orientamento politico, qual è il vostro punto di vista rispetto alla politica italiana?
C’è molta confusione e il bipartitismo all’americana, dove tra repubblicani (centrodestra) e democratici (“centrosinistra”) non si vede una grossa differenza, ha visto inserirsi negli ultimi anni il movimento cinque stelle che però è già affondato in una arte da populismo più sfrenato e nella presunzione di portare il nuovo convinti di essersi inseriti in un circuito di libertà di pensiero, che invece al contrario si è rivelato gerarchico alla pari degli altri partiti della vecchia repubblica. Dire che la nostra politica è malata è ormai scontato dato che lo sappiamo da 70 anni ormai. È frutto di una mentalità individualista, egoista, opportunista, ignorante e senza morale che ha danneggiato un paese nato dalla resistenza.

✯ Cosa ascoltano i Talco nel loro tempo libero? Da chi prendete ispirazione?
Molti generi sicuramente, soprattutto il cantautorato italiano, il punk californiano, metal, folk. Ascoltiamo molti generi differenti e credo che, nonostante suoniamo con una base principalmente punk, tutte le influenze musicali dei generi che ascoltiamo quotidianamente si sentano, almeno ci spero ahahah!

✯ Ultima domanda: progetti futuri?
Per ora promuovere Silent Town al meglio per tutto l’anno! Naturalmente non è finita qui…finché ci verrà data la possibilità non ci fermeremo

✯ Grazie per la vostra disponibilità!!!
Grazie a voi! A presto!

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Da domani inizia il “SILENT TOUR” e potrete vederli dal vivo nelle seguenti date:

21 GENNAIO: LOCOMOTIV CLUB, BOLOGNA

22 GENNAIO: OFFICINE CORSARE, TORINO

23 GENNAIO: LOFI CLUB, MILANO

29 GENNAIO: SALA MASTER, VIGO

30 GENNAIO: CINE IDEAL, LANGREO     

(More Info sul sito del Talco)

Nel frattempo ecco il nuovo singolo uscito oggi. “El Sombra”

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Intervista dei Talco su Unlimited Rock Music

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I Talco, considerati la miglior band ska-punk del momento, sbarcano sul primo numero della rivista digitale Rock spagnola, conquistando la copertina. Trovate l’intervista, che parla del loro ultimo album “Silent Town“,  nel webzine su issuu.com completamente gratis.