In uscita “Brandelli d’Italia” degli Shandon

Due domande....

img_2191Eccoci con una nuova piccola intervista.
Il 4 novembre uscirà “Brandelli d’Italia Vol.1”, un mini EP di brani reinterpretati dagli Shandon, e abbiamo ben pensato di fare qualche domanda ad Olly.

*Ciao Olly! Come vi é venuta l’idea di fare un album di sole cover?

Durante l’ultimo tour di quest’anno ho avuto occasione di parlare con alcuni ragazzi che venivano al nostro concerto perchè fratelli minori di qualcuno che ci ascoltava 15 anni fà, piuttosto che addirittura figli di chi ci ascoltava un tempo. Un emozione in un certo senso. Molti di loro ci vedevano come veterani di una scena alternativa a #XFactor, o alla musica leggera, ma appena facevo nomi tipo i Senzabenza, i Kina, o altre band significative del nostro paese, li vedevo smarriti. Come se pensassero che prima della nostra generazione non ci fosse stato nulla in Italia. Ho visto anche persone che si avvicinano a questa nuova ondata Indy cantautorale Italiana senza sapere chi sono gli Skiantos o i Kina. Insomma ci siamo detti, facciamo un disco di cover per dimostrare il valore di quello che c’è stato. Un EP fatto di cuore e buttato giù di getto, registrato quasi in diretta in studio.

*A questo punto siamo curiosi, che brani hanno avuto il privilegio di essere presenti nell’EP e perché?

FLASH” dei Search: Un gruppo Skacore di Ravenna che nel 92/93 faceva già musica di qualità come se fossero Californiani, purtroppo un gruppo poco conosciuto, ma che prima di noi già sperimentava tra Ska, punk, crossover, Funk, dei grandi insomma!

CASINO ROYALE” dei Casino Royale: Se ascoltate Ska e non conoscete questo pezzo vi siete persi la più bella canzone Ska realizzata in Italia, un pezzo di storia.

UOMINI” dei Ritmo Tribale: Una anti convenzionale canzone acustica, cantata dal funambolico Edda, che noi abbiamo riarrangiato reggae. I ritmi hanno eliminato le barriere dei generi e uniformando il loro pubblico, pochi in Italia sono stati capaci di imprese del genere.

A GREAT BIG WORLD” dei Senzabenza: Io sono un loro fan dal 92 e poi in corsa siamo anche diventati amici. Una band stupenda con canzoni incredibili, che ha dato speranza a tanti gruppi come gli Shandon dando prova che uscire dall’Italia con il proprio suono, si poteva fare. Un po come fecero i Raw Power nella scena Hard core.

EPTADONE” degli Skiantos: se pensate che questo pezzo è dei fine anni 70 è stupefacente. Loro arrivano dal movimento studentesco, dalla follia politica di quel periodo e dalla prima ondata punk inglese. Tutto frullato e concepito dalla mente di un genio nostrano come Freak Antoni, sempre poco capito e sempre sminuito dai mas media. Il classico esempio di ingiustizia artistica del nostro paese.

QUESTI ANNI” dei Kina: Loro hanno portato, già dalla metà degli anni 80, la musica Punk/HardCore a un livello più cantautorale e melodico, senza mai sminuire il messaggio. Come band Americane tipo gli Husker Du, loro avevano forma e sostanza, ma anche chaos e disordine sonoro. Spettacolari!

*Come hanno reagito le band alla notizia di vedere un loro brano reinterpretato da voi?

Bè non sapevamo cosa aspettarci, ma per ora abbiamo avuto solo feedback positivi e ne sono felice.
*In passato alcuni gruppi italiani hanno avuto la stessa idea, vedi Modena City Ramblers e Punkreas, ma nonostante ciò c’e sempre qualcuno che dice che quando un gruppo pubblica un album di sole cover non ha più nulla da dire. O ancora, i soliti “maligni”, vedono solo ed esclusivamente il lato commerciale del lavoro. Qual’è la tua opinione in merito?

Cazzate gratuite…In Italia è sport nazionale denigrare, invidiare, criticare gratuitamente. Sembra non sappiano fare altro, si cerca sempre di capire se un progetto è sincero o no, ma poi quando lo è, non lo riconosce nessuno perchè quasi ci rimangono male del fatto che non possono gettare fango gratuitamente. Uno dei motivi del perchè le cose non funzionano in Italia è proprio questa attitudine malata!! Qui se uno fallisce, sono tutti contenti!! vergogna!! La verità è che ormai con la musica alternativa non si guadagna quasi nulla, quasi sempre non si arriva neanche a coprire le spese di realizazzione del progetto..Se fai Hip Hop magari ce la fai, ma se hai strumenti veri da registrare, sei sempre sotto. Quindi non sarà un disco di cover di canzoni perse, a risollevarci il conto in banca he he.. Ad ogni modo noi abbiamo realizzato un disco dopo 12 anni che è uscito nel 2016 e ne abbiamo un altro in cantiere quindi questo EP è solo una parentesi. I maligni dicano pure quello che vogliono!

* Tralasciando “Brandelli d’Italia” per un attimo, avete già in progetto un nuovo album?

Abbiamo già parti di canzoni e idee da sviluppare, ma il tempo non basta mai. Sicuramente pero’ avremo delle nuove uscite discografiche nel 2017.

* Uno dei motivi dello scioglimento degli Shandon nel 2005 era la mancanza di entusiasmo, ad oggi come si sta trovando il gruppo? A Novembre riprenderete a suonare dal vivo, come é andato il tour?

Il tour è andato benissimo e non vediamo l’ora di risalire sul palco. In questi mesi abbiamo avuto gente emozionata e noi ancora di più. Abbiamo assistito a veri atti di gioia e di condivisione. Ragazzi che si sono fatti chilometri e chilometri per noi, o che hanno preso aerei da altre nazioni per venirci a vedere. In Germania, in Olanda e in Belgio, abbiamo visto gente che cantava a memoria i nostri pezzi del 94 o del 98, stupendo!! Veri atti di affetto che ci rimarranno dentro. Tra di noi va alla grande, entusiasmo da ragazzini e voglia di suonare come quando avevamo 16 anni. Tutto molto bello insomma.

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Sul canale YouTube degli Shandon trovate i video di presentazione dell’Ep, dove potete ascoltare i nuovi pezzi in anteprima, e dove stesso Olly e gli autori originali raccontano un po’ quello che è stato.

 

 

 

 

Conosciamo meglio i Talco, la nostra intervista a Dema

Due domande....

 

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Il 6 Novembre scorso é uscito “Silent Town”, album che chiude la trilogia iniziata con “La Cretina Commedia” e “Gran Galá”, un album che conferma i Talco come uno dei gruppi Ska-Punk più seguiti d’Europa.
Abbiamo avuto il gran piacere di conoscerli meglio, grazie a Dema, voce e frontman del gruppo.

✯ Come è nata l’idea dei Talco e come mai avete scelto questo nome?
Gli inizi sono stati normalissimi, studenti delle superiori che avevano voglia di formare un gruppo senza pretese e con un’attitudine demenziale! Successivamente, senza renderci conto stavamo cambiando e passando a un’idea più impegnata rendendo il nostro progetto più concreto, ma non abbiamo mai pensato di cambiare nome, ormai ci eravamo affezionati.

✯ Ormai siete considerati una delle migliori band ska-punk europee e guardando le date dei vostri Tour se ne ha la conferma. Vi aspettavate questo successo fuori dai confini nazionali?

Assolutamente no Ahaha. Essendo una band nata in Italia, con tutti i problemi di cui abbiamo parlato molto spesso tra noi e nelle interviste, legati a crisi musicali della penisola causate da piccole mafiette di vecchie bands e promoters, credevamo di nascere e morire in Italia, forse addirittura dopo il primo disco. Fortunatamente ci siamo affacciati all’estero ed eccoci qui. È stata un’opportunità che abbiamo preso al volo 10-11 anni fa, ma sicuramente posso dire con molto orgoglio che non ci è stato mai imposto nulla né noi abbiamo mai chiesto nulla. Semplicemente si suona in un clima più “zero corsie preferenziali, se mi piaci ti seguo altrimenti grazie e alla prossima” e abbiamo avuto la fortuna di piacere.

✯ A proposito di concerti, vediamo che non riuscite a stare fermi: a gennaio inizierà il vostro nuovo tour che partirà da Bologna, Torino, Milano e Roma per poi proseguire in Spagna, Germania Etc .Che differenza c’è a livello di organizzazione e pubblico tra l’Italia e l’estero?
Mah quello che ti ho detto prima secondo me è il punto di partenza per spiegare la differenza tra Italia ed estero: opportunità e meritocrazia a cui aggiungerei anche una maggiore organizzazione. Ci sono dei festival italiani che abbiamo anche avuto il piacere di vedere da vicino dove, a parità di qualità dell’offerta, c’è un’organizzazione anni luce lontana dall’efficenza che abbiamo trovato all’estero. Certo che se dici una cosa del genere ti viene risposto: vai all’estero allora, tipico carattere italiano di chi per puro campanilismo non guarda ad altre opinioni o esperienze, ma lo vedo tutto legato proprio al clima che si respira nella scena alternativa del nostro paese. Sarebbe molto bello tornare ad un clima sano ed eticamente valido dove non solo le bands possono emergere senza corsie preferenziali o conoscenze furbe, ma anche dove i promoters che lavorano professionalmente hanno la possibilità di veder valorizzato il proprio lavoro, avendo loro stessi l’opportunità di organizzare un festival o un concerto importante, senza doversi scontrare con i padrini della scena!

 

✯ Nelle date italiane sarete accompagnati dagli NH3, quali sono i gruppi con i quali andate maggiormente d’accordo?
Gli NH3 sono amici ormai da un bel po’ di tempo, brave persone e ottimi musicisti che stanno facendo il nostro stesso percorso: stanchi del proprio paese e delle restrizioni che lo caratterizzano si sono affacciati all’estero ritagliandosi delle belle soddisfazioni. E hanno tutte le carte in regola m regola morali ed artistiche per continuare così. Abbiamo ottimi rapporti anche con molte altre band, al volo mi vengono in mente Los Fastidios (a Enrico devo tutto), Boikot, Mad caddies e molte altre!!

✯ Quale concerto ricordate con più piacere?
Personalmente il Pun’Italia 2005 di Berlino, 10 anni fa, un giorno che ci ha cambiato la vita!!!
Non era cominciato bene, a parte la calorosa accoglienza degli amici italiani a Berlino che come negli anni precedenti ci avevano fatto sentire a casa: salutati i gruppi amici, altri “colleghi” non sono stati a suo tempo molto cari con noi, e la cosa ci aveva un pochino turbato, erano i nostri idoli, anche se a Berlino e all’estero ci avevano messo meno piede di noi…vederli a due metri da noi, pensavamo ci avrebbe coperto di entusiasmo….ma alle prime prese in giro come “e questi chi cazzo sono?”, “perché dovrei suonare prima dei Talco, scusami, sono 10 anni che suoniamo!”. Ho provato a dire educatamente che non era colpa nostra se nei due anni precedenti avevamo fatto già qualcosa all’estero in Germania e soprattutto a Berlino, quindi magari era normale e forse era qualcosa anche di meritocratico, come suggeriva l’organizzatore, ma alla risposta “guarda che qui siamo ignoranti non abbiamo fatto le scuole alte”, sono andato a prepararmi per il concerto, perché mi ero rotto altamente le balle, avrò avuto 24 anni, ma farmi prendere per i fondelli anche no.
Il Punkitalia ci ha lanciati, è stato un successone, il locale pieno, quasi 1000 persone, il pubblico che già ci aveva conosciuto è tornato, ha ballato, pogato, comprato il nostro disco “Tutti assolti“. Abbiamo accettato senza problemi di suonare prima dei gruppi che ci avevano scanzonato, ma sfortunatamente con loro la gente stava lontana, sarà stata anche qui colpa nostra.
Anni dopo alcune di quelle persone hanno chiesto di suonare di spalla ai Talco, purtroppo il loro tenore di vita era troppo alto per suonare in Germania e hanno rifiutato…colpa nostra forse….
Quel locale negli anni è diventato una seconda casa, ci abbiamo suonato molte molte volte, dapprima con gruppi amici, poi riempiendolo da soli, fino al doppio sold out. Ma a me rimane più di tutti il ricordo indelebile di quel Punkitalia, che ha praticamente segnato la mia vita, la prima volta in cui “La Carovana” è stata suonata dal vivo.
Sono passati 10 anni, non mi sembra vero, ma forse saranno bastati a qualcuno per capire finalmente il significato di entusiasmo puro e meritocrazia, anche senza scuole alte….quante volte ho parlato di meritocrazia? Ahahah!

✯ Lo scorso 6 Novembre é uscito il vostro settimo album in studio, come sta andando?
Per ora molto bene, siamo a più di 5000 copie vendute e 8000 stampate in un mese, siamo davvero felici del risultato. E la risposta del pubblico fino ad ora è stata davvero incredibile, eravamo fiduciosi ma non ci si aspettava un entusiasmo simile!

✯ A cosa si ispira “Silent Town”?
Volevano chiudere la trilogia sull’Italia iniziata con “La Cretina Commedia” e “Gran Gala”, e l’idea era di raccontare una storia metaforica, così nonostante molti tentennamenti mi sono buttato sul tentativo di fare un libro, in cui una vecchia senza ricordi e una compagnia di naufraghi, sulla via per tornare a casa, si imbattono in una città sconosciuta e inquietante che cambierà per sempre le loro vite…una città che sembra disabitata e dove un cartello mette in guardia la compagnia sul cammino che affronteranno..

✯ I vostri testi sono particolari e poetici, cosa passa per la testa dei Talco quando li scrivete?
Grazie mille, a dirti la verità sono davvero disordinato perché non ho un metodo chiaro per fare i testi. L’unica cosa che cerco di fare è di evitare lo slogan e la retorica facile, a volte riesce, altre magari meno però l’importante è partire dalla volontà di non buttare lì due parole a caso o slogan furbi che ormai hanno reso retorici argomenti che non lo sono

✯ I vostri pezzi delineano un chiaro orientamento politico, qual è il vostro punto di vista rispetto alla politica italiana?
C’è molta confusione e il bipartitismo all’americana, dove tra repubblicani (centrodestra) e democratici (“centrosinistra”) non si vede una grossa differenza, ha visto inserirsi negli ultimi anni il movimento cinque stelle che però è già affondato in una arte da populismo più sfrenato e nella presunzione di portare il nuovo convinti di essersi inseriti in un circuito di libertà di pensiero, che invece al contrario si è rivelato gerarchico alla pari degli altri partiti della vecchia repubblica. Dire che la nostra politica è malata è ormai scontato dato che lo sappiamo da 70 anni ormai. È frutto di una mentalità individualista, egoista, opportunista, ignorante e senza morale che ha danneggiato un paese nato dalla resistenza.

✯ Cosa ascoltano i Talco nel loro tempo libero? Da chi prendete ispirazione?
Molti generi sicuramente, soprattutto il cantautorato italiano, il punk californiano, metal, folk. Ascoltiamo molti generi differenti e credo che, nonostante suoniamo con una base principalmente punk, tutte le influenze musicali dei generi che ascoltiamo quotidianamente si sentano, almeno ci spero ahahah!

✯ Ultima domanda: progetti futuri?
Per ora promuovere Silent Town al meglio per tutto l’anno! Naturalmente non è finita qui…finché ci verrà data la possibilità non ci fermeremo

✯ Grazie per la vostra disponibilità!!!
Grazie a voi! A presto!

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Da domani inizia il “SILENT TOUR” e potrete vederli dal vivo nelle seguenti date:

21 GENNAIO: LOCOMOTIV CLUB, BOLOGNA

22 GENNAIO: OFFICINE CORSARE, TORINO

23 GENNAIO: LOFI CLUB, MILANO

29 GENNAIO: SALA MASTER, VIGO

30 GENNAIO: CINE IDEAL, LANGREO     

(More Info sul sito del Talco)

Nel frattempo ecco il nuovo singolo uscito oggi. “El Sombra”

La scena Ska italiana e i suoi derivati

Italian ska & more

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