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25 anni dopo torna Zighida degli Statuto

Uscite Discografiche

 

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Da venerdì 31 marzo, è in radio “Qui non c’è il mare”, il nuovo singolo degli Statuto che anticipa “ZIGHIDÀ 25” , album in uscita il prossimo 21 aprile per celebrare il 25° anniversario dalla pubblicazione del disco “Zighidà”.

«“Qui non c’è il mare” – raccontano gli Statuto – è la presentazione ska della nostra città, con un testo ironico scritto nel 1992 che risulta attuale come non mai e che ha subito solo pochi “ritocchi”: gli stadi, ad esempio, rispetto a 25 anni fa sono diventati addirittura 3, ma il primo, il Filadelfia , è per noi quello più importante. Certo…la riflessione rap di Caparezza ci regala una visione più “raffinata” e obiettiva del problema della mancanza del mare a Torino, al punto tale da averci convinti che non è un problema…».

Al brano partecipa anche Caparezza: «Ho accettato volentieri di partecipare al brano “Qui non c’è il mare” degli Statuto – dichiara Caparezza – perché l’album che lo conteneva (Zighidà) lo ascoltavo durante il mio primo anno da emigrante a Milano nella “Casa del giovane studente e del lavoratore” e poi perché i diritti SIAE del testo andranno alla Fondazione Carlo Rossi».

Ad aprile anche lo “ZIGHIDÀ 25 TOUR”, con cui la band porterà il disco in tutta Italia, e a tal proposito se volete contattarli per un concerto dalle vostre parti scrivete a :info@statuto.net

Intervista agli SKASSAPUNKA

Due domande....

Il primo febbraio é uscito il nuovo album degli SKASSAPUNKA dal titolo “Rudes Against”, ne abbiamo approfittato per fare due domande al gruppo.

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✯Raccontateci che album ci dobbiamo aspettare e perché avete scelto questo titolo

RUDES AGAINST è un album che graffia con la forza del #Punk che ti rimane col levare dello #Ska.
Abbiamo scelto questo titolo perché rappresenta benissimo quello che abbiamo voluto cercare di trasmettere nella musica e nei contenuti, un suono, un mood RUDE contro il sistema capitalista e le sue schifose facce.

✯Pezzo più rappresentativo dell’album?

A livello di contenuti IL PIANTO DELL’ASINO, a livello musicale FIGLI DI TROJAN.

✯In contemporanea uscirà anche il nuovo lavoro dei Los Fastidios, com’ è il vostro rapporto con Enrico e la Band e come mai avete deciso la stessa data?

Il nostro rapporto con Enrico, Elisa (KobRecords) e coi Los Fastidios è ottimo.
La proposta dell’uscita in contemporanea è arrivata da KOB (etichetta discografica di entrambi), ovviamente presa al volo da parte nostra, è un onore uscire lo stesso giorno di una band come loro.

✯A quale album siete più affezionati e qual è il vostro miglior pezzo di sempre?

Mah siamo affezionati a tutti gli album, è scontato dire “RUDES AGAINST” in modo particolare ma perché è il primo di questa formazione. Se la giocano “IL PIANTO DELL’ASINO”, “NOSTRA”, “ECHO” e “OMBRA NERA”

✯L’album é uscito da una settimana e già avete in programma dei concerti in giro per l’Europa sino a dicembre. Raccontateci il vostro concerto migliore e quello più strano.

Non c’è un concerto migliore, diciamo che quello che ricordiamo con più sentimento è quello del 2 Aprile al Moshpit Club, un locale svizzero di Naters, perché è stato il primo della nuova formazione. Il concerto più strano ma bellissimo è quello di Schwabishgmund in Germania ad un festival in città abbiamo suonato per due anni di fila su un camion del centro sociale ESPERANZA.

✯Tutto sommato siete un gruppo giovane , quanto è importante per voi avere un vostro stile e una propria identità?

Siamo un gruppo giovane e sentiamo arrivare l’identità e il nostro stile grazie alla maturazione frutto della crescita e del tanto lavoro che ci mettiamo, questa cosa è fondamentale, una band deve essere viva e noi abbiamo addirittura sovrabbondanza di produzioni nostre, abbiamo messo 16 pezzi nell’album e ne abbiamo scartati 4.

✯Progetti futuri?

Intanto dobbiamo goderci il tour che è cominciato alla grandissima venerdì 3/2 e poi effettivamente abbiamo in mente un paio di progetti anche con KOB SNCF, i Los Fastidios e la nostra intenzione è anche di fare uscire qualcosa legato alla Resistenza, tema che abbiamo, come ben sapete, fortemente a cuore.

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Documentario sullo Ska di Richie Stephens

News

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A brevissimo, Richie Stephens lancierà un documentario dedicato allo ska.
Nato negli anni ’60, lo ska è il padre del rocksteady e del reggae. In questi anni Richie Stephens, sta cercando di far riscoprire lo ska alle giovani generazioni jamaicane con un progetto che lui stesso chiama Ska-tech.
“E’ molto importante raccontare come la musica ska sia diventata internazionale e di conseguenza quanto abbiamo perso noi come jamaicani. L’uso delle sonorità che ancora oggi ne fanno gli artisti stranieri farà si che un giorno nessuno più ricorderà che lo ska lo abbiamo creato noi” –
“Ho conosciuto lo ska grazie a mio padre e alle storie che mi raccontava. Per questo ho sempre nutrito profondo rispetto verso questa musica e come interprete ho sempre amato il suo andamento ed energia, consapevole che si tratta di una grande musica da ballare” – racconta Stephens mentre sottolinea come in Australia, Italia, Germania, Inghilterra, Cina e Giappone ci sono orchestre ska, festival e feste dedicate.
Ecco perché ha deciso di realizzare un documentario, per rispolverare le radici musicali della sua terra. L’idea è diventata realtà in Italia, grazie all’incontro con i salentini Rankin Lele & Papa Leu,che poi è stata battezzata Ska Nation Band con la quale iStephens ha anche registrato l’album “Internationally” e tenuto una serie di concerti di successo in tutto il mondo.

In uscita “Brandelli d’Italia” degli Shandon

Due domande....

img_2191Eccoci con una nuova piccola intervista.
Il 4 novembre uscirà “Brandelli d’Italia Vol.1”, un mini EP di brani reinterpretati dagli Shandon, e abbiamo ben pensato di fare qualche domanda ad Olly.

*Ciao Olly! Come vi é venuta l’idea di fare un album di sole cover?

Durante l’ultimo tour di quest’anno ho avuto occasione di parlare con alcuni ragazzi che venivano al nostro concerto perchè fratelli minori di qualcuno che ci ascoltava 15 anni fà, piuttosto che addirittura figli di chi ci ascoltava un tempo. Un emozione in un certo senso. Molti di loro ci vedevano come veterani di una scena alternativa a #XFactor, o alla musica leggera, ma appena facevo nomi tipo i Senzabenza, i Kina, o altre band significative del nostro paese, li vedevo smarriti. Come se pensassero che prima della nostra generazione non ci fosse stato nulla in Italia. Ho visto anche persone che si avvicinano a questa nuova ondata Indy cantautorale Italiana senza sapere chi sono gli Skiantos o i Kina. Insomma ci siamo detti, facciamo un disco di cover per dimostrare il valore di quello che c’è stato. Un EP fatto di cuore e buttato giù di getto, registrato quasi in diretta in studio.

*A questo punto siamo curiosi, che brani hanno avuto il privilegio di essere presenti nell’EP e perché?

FLASH” dei Search: Un gruppo Skacore di Ravenna che nel 92/93 faceva già musica di qualità come se fossero Californiani, purtroppo un gruppo poco conosciuto, ma che prima di noi già sperimentava tra Ska, punk, crossover, Funk, dei grandi insomma!

CASINO ROYALE” dei Casino Royale: Se ascoltate Ska e non conoscete questo pezzo vi siete persi la più bella canzone Ska realizzata in Italia, un pezzo di storia.

UOMINI” dei Ritmo Tribale: Una anti convenzionale canzone acustica, cantata dal funambolico Edda, che noi abbiamo riarrangiato reggae. I ritmi hanno eliminato le barriere dei generi e uniformando il loro pubblico, pochi in Italia sono stati capaci di imprese del genere.

A GREAT BIG WORLD” dei Senzabenza: Io sono un loro fan dal 92 e poi in corsa siamo anche diventati amici. Una band stupenda con canzoni incredibili, che ha dato speranza a tanti gruppi come gli Shandon dando prova che uscire dall’Italia con il proprio suono, si poteva fare. Un po come fecero i Raw Power nella scena Hard core.

EPTADONE” degli Skiantos: se pensate che questo pezzo è dei fine anni 70 è stupefacente. Loro arrivano dal movimento studentesco, dalla follia politica di quel periodo e dalla prima ondata punk inglese. Tutto frullato e concepito dalla mente di un genio nostrano come Freak Antoni, sempre poco capito e sempre sminuito dai mas media. Il classico esempio di ingiustizia artistica del nostro paese.

QUESTI ANNI” dei Kina: Loro hanno portato, già dalla metà degli anni 80, la musica Punk/HardCore a un livello più cantautorale e melodico, senza mai sminuire il messaggio. Come band Americane tipo gli Husker Du, loro avevano forma e sostanza, ma anche chaos e disordine sonoro. Spettacolari!

*Come hanno reagito le band alla notizia di vedere un loro brano reinterpretato da voi?

Bè non sapevamo cosa aspettarci, ma per ora abbiamo avuto solo feedback positivi e ne sono felice.
*In passato alcuni gruppi italiani hanno avuto la stessa idea, vedi Modena City Ramblers e Punkreas, ma nonostante ciò c’e sempre qualcuno che dice che quando un gruppo pubblica un album di sole cover non ha più nulla da dire. O ancora, i soliti “maligni”, vedono solo ed esclusivamente il lato commerciale del lavoro. Qual’è la tua opinione in merito?

Cazzate gratuite…In Italia è sport nazionale denigrare, invidiare, criticare gratuitamente. Sembra non sappiano fare altro, si cerca sempre di capire se un progetto è sincero o no, ma poi quando lo è, non lo riconosce nessuno perchè quasi ci rimangono male del fatto che non possono gettare fango gratuitamente. Uno dei motivi del perchè le cose non funzionano in Italia è proprio questa attitudine malata!! Qui se uno fallisce, sono tutti contenti!! vergogna!! La verità è che ormai con la musica alternativa non si guadagna quasi nulla, quasi sempre non si arriva neanche a coprire le spese di realizazzione del progetto..Se fai Hip Hop magari ce la fai, ma se hai strumenti veri da registrare, sei sempre sotto. Quindi non sarà un disco di cover di canzoni perse, a risollevarci il conto in banca he he.. Ad ogni modo noi abbiamo realizzato un disco dopo 12 anni che è uscito nel 2016 e ne abbiamo un altro in cantiere quindi questo EP è solo una parentesi. I maligni dicano pure quello che vogliono!

* Tralasciando “Brandelli d’Italia” per un attimo, avete già in progetto un nuovo album?

Abbiamo già parti di canzoni e idee da sviluppare, ma il tempo non basta mai. Sicuramente pero’ avremo delle nuove uscite discografiche nel 2017.

* Uno dei motivi dello scioglimento degli Shandon nel 2005 era la mancanza di entusiasmo, ad oggi come si sta trovando il gruppo? A Novembre riprenderete a suonare dal vivo, come é andato il tour?

Il tour è andato benissimo e non vediamo l’ora di risalire sul palco. In questi mesi abbiamo avuto gente emozionata e noi ancora di più. Abbiamo assistito a veri atti di gioia e di condivisione. Ragazzi che si sono fatti chilometri e chilometri per noi, o che hanno preso aerei da altre nazioni per venirci a vedere. In Germania, in Olanda e in Belgio, abbiamo visto gente che cantava a memoria i nostri pezzi del 94 o del 98, stupendo!! Veri atti di affetto che ci rimarranno dentro. Tra di noi va alla grande, entusiasmo da ragazzini e voglia di suonare come quando avevamo 16 anni. Tutto molto bello insomma.

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Sul canale YouTube degli Shandon trovate i video di presentazione dell’Ep, dove potete ascoltare i nuovi pezzi in anteprima, e dove stesso Olly e gli autori originali raccontano un po’ quello che è stato.

 

 

 

 

Circolo Vizioso della Farfalla

Due domande....

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Abbiamo ascoltato il nuovo album, uscito il 25 Marzo, dei ragazzi del Circolo Vizioso della Farfalla.
Un ottimo album con sonorità ska, reggae e anche punk.
Cerco Casa” è  composto da nove tracce che volano via con piacere dimostrando la maturità di un gruppo navigato. Molti cambi di ritmo, testi interessanti, ma anche una azzeccata cover di “And The Radio Plays” dei vecchi CCCP.
Vista l’occasione abbiamo avuto il piacere di fare qualche domanda al gruppo.

✯Partiamo con una domanda di rito, come mai la scelta di questo nome particolare?

Il nome “ Circolo Vizioso della Farfalla” ci è stato consigliato da uno dei primi brani nati all’interno del gruppo che si chiama “Povera Farfalla”, è un brano che parla di una Farfalla che attratta dai vizi muore in un piatto d’olio. La sensazione è quella di sentirci intrappolati in un Circolo Vizioso che rappresenta questa società sempre più volta all’apparire che all’essere. Tramite la nostra musica cerchiamo di compiere una sorta di metamorfosi mentale che ci tiri fuori da questo cerchio e ci dia la libertà di cui abbiamo bisogno.

✯Presentatevi al pubblico, chi sono i Circolo Vizioso della Farfalla?

Il Circolo Vizioso della Farfalla è una band Molisana ska/reggae formata da sei elementi:

Pietro Mascio: voce e chitarra
Luca Iannone: basso e cori
Fabrizio Celentano: chitarra
Daniele Landi: batteria
Alessio Lalli: tromba e cori
Giuseppe Ferrante: trombone e cori

✯Siete nati nel 2007, raccontateci come nasce il gruppo e come vi siete avvicinati alla musica in levare?

Il Circolo Vizioso della Farfalla nasce nel 2007 dalla necessità di 4 amici di creare una band con brani inediti non legata ad un genere ben preciso. Dopo qualche mese lo stile musicale che stava venendo fuori ci ha spinto ad inserire una sezione fiati e, autorappresentarci con la musica in levare, è stata una conseguenza del tutto naturale.

✯A distanza di 9 anni avete deciso di fare un album,come é nato?

In realtà prima di questo album abbiamo registrato 2 Ep. Il primo di 5 e il secondo di 6 brani inediti, poi c’è stato un lungo periodo di contest e live in giro per l’Italia da cui è venuto fuori “Cerco Casa”. L’album è nato principalmente per far divertire e ballare oltre che pensare, perchè per noi la musica è prima di tutto un mezzo per distrarci dagli impegni e dalle noie quotidiane. Disperatamente cerchiamo un punto fermo, un senso, un equilibrio. Disperatamente cerchiamo stimoli e amori per sublimare il “video allucinante della nostra vita” . Il disco contiene nove tracce, di cui otto brani inediti e una cover dei CCCP.

✯Quali siano le vostre influenze è abbastanza ovvio ascoltando l’album, ma quali sono gli artisti ai quali vi ispirate maggiormente e quali ascoltate con più piacere?

Sicuramente le influenze sono tante visto che ogni componente proviene da stili musicali diversi, dallo ska al rock, dal jazz al cantautorato italiano. Skatalites, Graundation, Ska-p, Capossela, Dalla..

✯Progetti futuri?

Suonare il più possibile per promuovere il nostro lavoro.

Un saluto a tutti, viva lo ska!

 

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Nuova intervista agli NH3

Due domande....

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A breve uscirà   “Hate & Hope“,  nuovo lavoro per i pesaresi NH3. Abbiamo avuto l’onore di ascoltarlo in anteprima.  13 tracce potenti e dinamiche, uno ska/punk  dall’ascolto piacevole e un’ottima sezione fiati. Una album che fila liscio tra le tematiche a noi care come la voglia di ribellione, amicizia, antirazzismo, antifascismo, solidarietà e tanta umanità. Tra le migliori  spiccano l’energetica “Qualcosa di meglio”,  “No Borders” , un inno alla solidarietà verso chi scappa dal proprio paese, “Old School attitude”, secondo singolo estratto dall’album che racconta l’amicizia che lega il gruppo tra pallone, cemento e case popolari, “SSCS” l’omaggio alla Sea Shepherd Conservation Society, la storica organizzazione internazionale che si pone come missione quella di fermare la distruzione dell’habitat naturale e il massacro delle specie selvatiche negli oceani, l’anticlericale “Nella bocca del lupo”, una delle nostre preferite, la sempre verde “Bella Ciao”. Le altre tracce non sono da meno, “Berlin Calling” , “La nuova Tratta degli schiavi”, “L’Odio”, “Un passo indietro mai”, “Il Vaso di Pandora”, “Una scelta diversa” e “L’ironia della sorte

Per l’occasione abbiamo avuto il piacere di intervistare Simone.

✯ Eccoci qua, di nuovo con i nostri amici NH3, che il 14 maggio (22.04.per Germania/Austria/Svizzera) usciranno con un nuovo album dal titolo “Hate & Hope”. Quale di queste due parole vi rappresenta di più?

Partiamo col ringraziare e salutare voi per lo spazio e tutte le persone che ci leggono. Risposta forse scontata ma reale: Entrambe. Non è mai troppo semplice scegliere il titolo di un album soprattutto se questo è carico di contenuti. “Hate And Hope” è un album vibrante che gioca sui contrasti (il booklet stesso è stato concepito con giochi di positivo e negativo) dove tutto è il contrario di tutto. Se da un certo punto di vista odio e speranza possono risultare la faccia della stessa medaglia dall’altro crediamo possano essere ricondotti ad un “modus vivendi” che, nel periodo storico che stiamo attraversando, riesce ad accomunare la sensazione contrastante che le persone vivono ogni giorno nell’attualità. È facile associare l’odio al rancore, vederlo come qualcosa di negativo per noi non è così. L’odio è uno stato d’animo che, incanalato nel modo giusto, potrebbe risultare la scintilla in grado di far reagire. Questo è quello che sentiamo dentro di noi: l’odio nei confronti di ingiustizie, nei confronti di un sistema che priva le persone della propria dignità, l’odio di cui si servono media e governanti per creare conflitti, ignoranza…l’odio che fa accendere la scintilla della speranza attraverso la riscoperta dell’umanità, dell’entusiasmo dei valori veri e sinceri.

✯Cosa vi ha portato a far uscire l’album prima in Germania, Austria e Svizzera e solo in secondo luogo in Italia?

Nulla in particolare. “Hate And hope” uscirà per Germania, Austria e Svizzera per Long Beach Records Europe, in Italia, invece, per Indie Box. Confrontandoci con loro abbiamo ritenuto più opportuno operare in questo modo per dare maggior risalto possibile a questa promozione che ha già visto l’uscita di due singoli (“No Borders” e “Old School Attitude”) accompagnati dai rispettivi videoclip.

✯Questa società sembra sempre più presa dall’odio che dalla speranza, e la politica ne è lo specchio, che ne pensate della situazione politica italiana?

Esiste ancora una “situazione politica” nel nostro Paese? Forse è il caso di rivedere cosa significhi veramente fare politica. La politica nasce dal basso e solo la riscoperta da parte del popolo del suo potere potrebbe cambiare qualcosa. L’odio è una conseguenza di ciò che una cattiva politica crea, allo stesso tempo l’odio è un’arma a favore di chi è giostraio di questo circo fatto di burattini e burattinai. La politica non si specchia nell’odio piuttosto lo fa nell’ignoranza, nel razzismo, nella speculazione, nel clientelismo, nel menefreghismo e ha terreno fertile nell’uso populista che i politicanti fanno dei media. Non è un discorso semplice, quello di cui siamo certi è che il lamento finalizzato al nulla serve a poco. La speranza sta nella reazione, nel voler cambiare ed è da qui che nasce la speranza.

✯Abbiamo avuto il piacere di ascoltare “Hate and Hope” ma vogliamo che siate voi a descriverlo, è esattamente come ve lo aspettavate?

Stiamo realizzando solo ora quello che è veramente “Hate And Hope”. Difficile valutare un album quando ne sei parte. Siamo soddisfatti, è un album che volevamo in un determinato modo, un album che lasciasse spazio alla poesia a discapito di alcuni slogan, un album in cui l’ascoltatore può crearsi un punto di vista a cui non basta un ascolto. Si, forse è come ce lo aspettavamo, sicuramente ci abbiamo messo tutta l’esperienza acquisita in tre anni di tour Europeo. Abbiamo raccontato storie che escono dal confronto col pubblico, con altre band o tra di noi nelle tante ore di furgone trascorse insieme. Volevamo sottolineare un nostro stile e ci sentiamo di dire che “Hate And Hope” lo rappresenta.

✯Quale è la canzone più rappresentativa di “Hate & Hope” e perché?

Più ci penso e più mi accorgo che questo album, pur non essendo un concept, ha bisogno di essere ascoltato pezzo dopo pezzo. E’ uno storytelling in bianco e nero, un tassello serve a incastrare il successivo. Se proprio devo scegliere devo dire che i due singoli, “No Borders” e “Old School Attitude” portano con loro l’essenza di ciò che siamo e di ciò in cui crediamo.

✯Come nascono i vostri brani, nascono prima i testi o la musica?

A cazzo! Perdonami il francesismo! Non ti so veramente rispondere a questa domanda, non abbiamo un metodo prestabilito. Un brano può nascere da un giro di fiati interessante, un altro da una bella melodia vocale un altro ancora da un buon giro di accordi. Da questo punto ci lavoriamo sopra, ci incazziamo fra di noi, andiamo a farci una birra a la prova successiva la canzone è fatta!

✯Raggiungere un proprio stile e una propria identità, quanto è importante per voi? Sentite di averli raggiunti?

E’ fondamentale. Fa sempre enorme piacere vedere il proprio nome accostato a band che hanno fatto storia ma crediamo sia importante anche cercare di ritagliarsi uno spazio all’interno della scena, cercando di migliorarsi, con umiltà e sacrificio. Essere identificati con un proprio stile significa aver dato qualcosa in più a se stessi e agli altri. “Hate And Hope” identifica la nostra ricerca e se non lo abbiamo ancora raggiunto al 100% poco ci manca.

✯Una domanda che non vi abbiamo mai fatto è, quali sono i gruppi con i quali andate maggiormente d’accordo e con chi sognate di condividere il palco?

Nell’ultimo tour Europeo abbiamo aperto diverse date dei “Talco” e il rapporto che si è instaurato va oltre la musica. L’amicizia che ci lega a loro è davvero l’esempio di come con umiltà, rispetto, stima e sincerità si possano creare situazioni che ti ripagano di ogni sacrificio. Ne approfitto per ringraziarli di tutto cuore per il tempo trascorso insieme, per il supporto, i consigli e per le mille risate condivise nei backstage. Musicisti incredibili, persone fantastiche. Siamo legati anche ai “The Prosecution” e a “The Tips” due band tedesche con cui è piacere passare del tempo insieme. “Los Fastidios“, “Respect for Zero”, “Disordine”, “Lennon Kelly”, “Gab De La Vega”…questi forse quelli a cui siamo più legati. Visto che si parla di sogni probabilmente Joe Strummer, per il resto in questi anni abbiamo avuto la fortuna di suonare con molte band con le quali siamo cresciuti quindi non possiamo lamentarci! Da Agnostic Front a Mad Caddies, ad H2O…e quest’anno saremo anche al Punk Rock Holiday !

Potete ascoltarli e vederli nei loro due video in anteprima “No Borders” e
Old School Attitude

 

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