The Ska Faces

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Eccolo che arriva un gradito regalo per gli appassionati della musica in levare. “Come un fiume, The Ska Faces” é  documentario del 2015 nato senza scopo di lucro, nel  quale si raccontano le culture appartenenti al genere, dal mod allo skin, grazie alla voce di Oskar ( Statuto), Tommaso Collini (One Droppers), Sergio Rallo (appassionato di ska e rocksteady) ed Emiliano Colapietro.

33 minuti da vedere su YouTube

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Qualche domanda ad Oskar degli Statuto

Due domande....

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È in arrivo il nuovo album dal titolo “Amore di Classe”, disponibile dal 22 gennaio. Abbiamo avuto il piacere di poter fare quella che domanda ad Oskar degli storici Statuto.

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✯Gli Statuto nascono nel 1983, e a distanza di 33 anni possiamo dire che siete tra le band italiane più longeve, qual é il vostro segreto?
La voglia di far conoscere a più gente possibile il Modernismo,passione per la musica e il divertimento che proviamo suonando sui palchi

✯Siete stati tra i primi in Italia a suonare ska e con testi in italiano, da dove nasce la vostra passione per il levare?
Grazie a Madness, Specials, Selecter, Bad Manners, Beat abbiamo scoperto che questa splendida musica esprimeva anche socialmente cose importanti, come l’antirazzismo e la multietnicità.

✯Cosa vuol dire per voi “essere Mod”?
Vivere al meglio e puliti nelle circostanze difficili. Essere qualcuno per quello che si è e non per quello che si ha, non essere un numero in mezzo all’apatia della massa passiva e omologata. Cercare sempre il meglio e arrivarci sempre prima di chiunque altro, sia esteticamente che ideologicamente

✯Tra qualche giorno, il 22 gennaio, uscirà “Amore di Classe” che album dobbiamo aspettarci?
Un bell’album, di alta qualità. Bando alla mod-estia, è proprio un gran bel disco, grazie soprattutto alla produzione di Max Casacci e di Rudi Di Monte

✯È noto che la scena ska italiana raramente viene passata in radio, o nei media nazionali. Gli Statuto, nonostante la longevità e il gran seguito, non fanno eccezione, come vivete questa difficoltà nel promuovere il vostro lavoro?
In realtà il nostro nuovo disco ha ben poco ska nelle ritmiche presenti, ma ciò non toglie che non venga suonato dalle radio e abbiamo grosse difficoltà nel farci sentire. la nostra forza è il nostro pubblico, per noi un vero “patrimonio” umano che, a fronte della poca visibilità che ci viene data, risulta addirittura spropositato.

✯Che consigli date ai giovani gruppi che si affacciano sulla scena ska italiana?
A tutti i gruppi giovani consiglio di suonare i generi che più amano senza pensare ad arrivare al successo e a dire ciò che si vive, pensa e crede nei testi. E le cover fatele solo per imparare a suonare e poi fate pezzi vostri, saranno sempre meglio di pezzi scritti e già suonati da altri

✯Una domanda “classica” per chiudere l’intervista: progetti futuri?
Siamo già nel futuro

Grazie per la vostra disponibilità! A presto!

 

Da oggi “Back on Board”, Bentornati Shandon!

News, Uscite Discografiche

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A volte il ritorno di qualche gruppo, purtroppo, delude le aspettative, ma questo non é certamente il caso degli Shandon! “Back on Board” segna il loro ritorno dopo 12 anni, con una line Up rinnovata. Un ottimo album con 11 pezzi tra i quali spiccano la coinvolgente “Proud Mary”, cover dei Creedence, “Vuoto” pezzo dal ritmo reggae in collaborazione con Bunna degli Africa Unite, Skate Ska con Vic Ruggiero degli SlackersFerdi dei Bluebeaters e la breve ma tiratissima “Landed”.  Un album che fila liscio anche al primo ascolto e  non dettato dalle mode, insomma Bentornati Shandon!

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Ecco la tracklist dell’album :

01 Tony Alva

02 Locked Out Of Heaven

03 Heart Attack

04 Skate Ska

05 Proud Mary

06 Vuoto

07 Landed

08 Wrong Note

09 The Miracle

10 Festa

11 Only Love

Potrete goderveli dal vivo nel “Back On Board tour”

16.01.16 – Live Club, Trezzo Sull’adda (MI)

29.01.16 – Karemaski, Arezzo 30.01.16 – Vidia Club, Cesena (FC)

05.02.16 – New Age, Roncade (TV)

12.02.16 – Phenomenon, Fontaneto D’Agogna (NO)

20.02.16 – Freakout Club, Bologna

04.03.16 – Tipografia, Pescara

05.03.16 – Black Out Rock Club, Roma

26.03.16 – K2 Music Place, Vicenza

09.04.16 – Urban, Perugia

 

 

Stanno tornando Gli Statuto

News, Uscite Discografiche

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Il 2016 inizia bene per Gli Statuto. Reduci dai festeggiamenti del capodanno cagliaritano, annunciano il nuovo disco in uscita il 22 gennaio, dal titolo “Amore di Classe” per la Universal. Il primo singolo avrà il titolo di “Batticuore“, pezzo pop-rock, sarà prodotto artisticamente da Max Casacci. Vi invitiamo a sostenere il gruppo preordinando il CD nei vostri negozi di fiducia.

Intervista ad Olly Riva, frontman degli Shandon

Due domande....

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Come preannunciato qualche giorno fa, il 2016 vedrà il grande ritorno degli Shandon con il nuovo album “BACK ON BOARD” ed un nuovo tour.

✯Finalmente ecco gli Shandon, a cosa dobbiamo questo grande ritorno? Quando l’avete deciso ?

Mi frullava l’idea in testa da un po’ ma non ero sicuro di voler riaffrontare questa cosa. Dopo anni di tour coi i The Fire avevo voglia di cambiamenti e tre anni fa ho fatto un mio progetto solista Olly Riva & The SoulRockets dove faccio Soul e RNBlueas anni 60. Nei vari viaggi in furgone con i Soulrockets ho avuto modo di riavvicinarmi al mondo del levare visto che alcuni di loro ascoltano molto Reggae, Rocksteady, Ska original, etc etc.. Insomma le mie orecchie si sono risintonizzate un po’ col passato e ho chiesto a Max (trombonista Shandon) se voleva suonare con me, visto che stavo scrivendo roba in levare e visto che siamo sempre rimasti in buoni rapporti.. Da li a richiamarsi Shandon è stato breve ma anche fulmineo. Nel senso che fino a settembre 2015 non ero ancora sicuro di questa cosa e poi da ottobre mi sono messo sotto. Siamo a dicembre e ho appena finito l’album nuovo con ritmi distruttivi in studio.

✯Gli Shandon nascono nel 1994, dopo più di 10 anni la decisione di sciogliere il gruppo. Come mai?

Diciamo che “apatia” è la parola giusta.. Dopo 10 anni spesso si perde la bussola e si perde entusiasmo. I rapporti tra le persone si distorcono e la musica ne paga il prezzo. Io personalmente non volevo più stare ad un gioco dettato dal fatto che la band stava in piedi per inerzia o solo perché eravamo diventati una società. Tutto sapeva di freddo e iniziava a non essere più sincero.

✯Arriviamo a poco meno di un mese fa, quando avete annunciato diverse date live e un nuovo album. Che stile avranno i nuovi Shandon? Svelateci qualcosa del vostro nuovo lavoro.

Diciamo che le paranoie iniziali riguardo al sound sono state prese in considerazione non poco.. Onestamente scrivere come se fossimo nel 94 o nel 2001 non ha senso, ma neanche cercare di far diventare una cosa come quella degli Shandon, un ibrido di elettronica onnipresente nelle nuove produzioni odierne, non aveva altrettanto senso. Alla fine ho iniziato a fottermene, se mi permettete il termine e immediatamente è uscito un disco sincero e colorato. Almeno io lo vedo cosi. Ogni disco degli Shandon è stato diverso e ha condizionato un nostro periodo e condizionato anche chi ci seguiva. Alcuni amanti delle prime cose della band gia odiavano le ultime uscite, ma noi siamo andati avanti comunque. Chi ama gli Shandon sa che non si può’ aspettare sempre la sessa roba.

✯Avete già un idea per il titolo dell’album?

Si chiamerà BACK ON BOARD.. Il titolo dice tutto credo. E poi ci sono delle canzoni e un estetica legata al mondo dello Skateboard old School e dell’immaginario di quel Lifestyle anni 80/90 che ha caratterizzato molto i gusti e le tendenze della band in passato.

✯Presentateci i nuovi ragazzi che sono entrati nel gruppo.

Alla chitarra ci sarà MASSA che ha suonato in ogni tipo di band da quanto ne so, dal Rocksteady all’Hard core.. Suona tutto, Batteria,Chitarra,Basso, Pianoforte, Benjo, Fisarmonica.. Insomma un portento! Al basso ci sarà WILLY direttamente dai Figli di madre ignota e in passato anche nel progetto Rezophonic e mille altre band. Alla batteria c’è il mio fratellino, ALECS che mi ha seguito per 10 anni nei The Fire e anche a tratti nei Soulrockets, chi lo ha visto suonare sa, che se hai nella band uno che suona cosi, poi non ne puoi fare più a meno. Poi alla tromba e trombone IASKO e MAX che gia hanno suonato in una delle mille formazioni degli Shandon.

✯Che fine faranno i vostri progetti da solisti?

I The Fire purtroppo si sono appena congelati a data da destinarsi e non per via di questa reunion con gli Shandon come alcuni maligni hanno affermato, mentre con i Soulrockets continuo a suonare e sono una gioia.. Davvero persone speciali per una musica speciale come il Soul. Spero di poter riuscire a far uscire il nuovo disco SoulRockets a Giugno. Iasko e Willy con I Figli di madre ignota credo non cesseranno la loro attività. Marco della vecchia formazione credo suoni ancora con i Corni Petar, Andrea ha un progetto che si chiama Orso Maria Moretti, Matteo si è stabilito in Australia e non so se suona ancora, Pedro sta a Dublino e credo suoni, ma non so con chi, Fabio (lo splendido) ora suona con Mario Biondi, Walter ha diversi progetti, Fabio e Stefano della prima formazione so che non hanno mai smesso specialmente Stefano che ha 700 gruppi..Tra cui Boogie Spider.

✯Il vostro simbolo, il punto di domanda, nasce perché ai tempi non sapevate cosa volevate, oggi avete le idee più chiare?

Bè non è che volesse dire “non sappiamo cosa fare”… Piu che altro non sapevamo come chiamare quello che ci usciva e non avevamo intenzione di dargli un nome. Non è cambiato nulla. Il sound della band non è nei generi ma nell’approccio.

✯Progetti per il futuro?

Bèh non siamo dei ragazzi ormai, il futuro lo si decide giorno per giorno in base alle esigenze le problematiche che la vita, o in questo caso la musica, ti mette davanti. Fare progetti da persone in carriera non mi va’ ..Preferisco lavorare a progetto e godermi il momento. Sappiamo tutti che l’interesse verso la musica e l’intrattenimento è sceso e in 22 anni non ho ancora visto una lieve ripresa. Uno rimane sognatore fin che non si stufa e gli rimane la razionalità. Per fortuna che l’estro e l’entusiasmo, per quello che mi riguarda, non sono mai stati dettati dal mercato, se no sarei frustrato come un ragazzino che ha perso X Factor haha..I momenti belli sono quelli dove incontri persone che col tuo disco ci hanno costruito un periodo o un bel ricordo. Fortunatamente abbiamo avuto tante persone cosi, al contrario delle pecore che seguivano una moda radiofonica momentanea.

✯Grazie Olly per la disponibilità. Vi aspettiamo sul palco….con l’immancabile kilt, ovviamente!

Grazie a voi, non mancheremo.

 

Per il momento potrete vederli sui seguenti palchi, ma comunque potete tenervi aggiornati sul sito  Shandon.it

16.01.16 > LIVE CLUB, TREZZO SULL’ADDA (MI)

29.01.16 > KAREMASKI, AREZZO (AR)

30.01.16 > VIDIA CLUB, CESENA (FC)

05.02.16  NEW AGE, RONCADE (TV)

12.02.16  PHENOMENON, FONTANETO D’AGOGNA (NO)

19.02.16  THEREMIN, MASSA (MS)

09.04.16 URBAN, PERUGIA (PG)

04.03.16  TIPOGRAFIA, PESCARA
05.03.16 BLACKOUT ROCK CLUB, ROMA
26.03.16 K2 MUSIC PLACE, VICENZA
Contatti per il booking del tour: TUBE AGENCY booking@tuberecords.it

 

 

 

 

The Uppertones, ecco il primo album

News

Arriva il primo album per The Uppertones dal titolo “Closer to The Bone”. Saranno 12 tracce in cui il trio, composto da Mr-Tbone, Peter Truffa e Count Ferdi, di sicuro non deluderà. L’album sarà presentato il 12 Dicembre, data di uscita,al  “Magazzino sul Po” a Torino

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Conosciamo meglio The Offenders tramite Valerio

Due domande....

Abbiamo avuto il gran piacere di intervistare Valerio Tenuta, voce e chitarra dei The Offenders


✯Nel vostro Facebook si legge che The Offenders nascono in Italia nel 2005, ma dal 2009 avete Berlino come base, come mai? cosa é cambiato? Insomma parlateci di voi e del vostro stile…
Il gruppo e’ nato nell’Ottobre del 2005 a Cosenza, cerco di farla breve per annoiare il meno possibile. Dopo alcuni concerti in zona registriamo alcuni brani, tra cui Hooligan Reggae, del quale produciamo in pochissime copie un cd singolo, che inizio a spedire in giro, sperando in qualche interesse. L’interesse arriva nell’estate del 2007, una piccola etichetta di Düsseldorf che decide di produrci il primo disco e organizzare qualche data di “promozione”. Il nostro primo album “Hooligan Reggae” esce a novembre del 2007, senza interviste sulle riviste di settore o pubblicità’ varie, il disco riesce a vendere in pochissimi mesi le prime 1000 copie di tiratura, traguardo considerevole ancora oggi nella scena indipendente. A maggio del 2008 esce il nuovo singolo Wake Up Rebels, e da li’ inizia davvero la storia live del gruppo, tanti concerti in meno di 5 mesi in diverse parti d’Europa (Austria, Francia, Germania, Svizzera, Croazia, Repubblica Ceca, Irlanda…), alcune apparizioni in festival di settore tra cui il This is Ska di Roßlau, sicuramente tra i piu’ importanti d’Europa per quel che riguarda lo ska in tutte le sue forme, dall’original allo skinhead reggae, allo ska punk…Con i primi “successi” underground, arriva la proposta della Grover Records di produrre il nostro secondo album, ed entriamo a far parte del roster della Mutti Booking, questo nella fine del 2008. Inizio del 2009, io e Checco (batteria) decidiamo di rischiare tutto e partire per la Germania, riformando una line up e ricominciando con l’attività’ live da aprile 2009, quando prendemmo parte all’Easter Ska Jam…da allora non ci siamo mai fermati, tra sacrifici e soddisfazioni cerchiamo di andare avanti con lo spirito di sempre e la passione degli inizi. La scelta della Germania e’ semplice: era ed e’ il paese dove da subito abbiamo avuto un certo seguito, tedesche restano negli anni le nostre produzioni principali, tedesca l’agenzia di booking; la scelta di Berlino : sia per contatti personali che per posizione strettamente geografica, perfetta per andare in tour nel centro/nord ed est Europeo, perfetta (almeno al tempo) per costo della vita. In ultimo rispondo alla domanda sullo “stile” : inizialmente influenzati dal suono della 2tone, negli anni abbiamo cercato di aggiungere altri stili al ritmo in levare : dal mod revival al punk, dal northern soul al power pop, cosa che ci viene riconosciuta anche dai critici meno compiacenti, uno stile personale e un po’ diverso in ogni album.
✯Raccontateci la vostra esperienza, in Germania è più facile fare musica diversa da quella che passa in radio?

Per esperienza diretta, credo che non ci sia nulla di facile da nessuna parte, niente e’ scontato, niente ti viene regalato, sopratutto se conti solo sulle tue forze. Eviterei di fare confronti tra i vari Paesi Europei, esistono storie e culture diverse, esistono aspetti positivi e negativi da tutte le parti, anche nel campo musicale, non esiste il “paese delle meraviglie”. In Germania esistono i numeri, semplicemente; esiste la gente che mantiene vivo il mercato indipendente, che assiste ai concerti pagando un biglietto, che compra i dischi anche se in piccole quantita’, che “supporta la scena” per usare un termine di qualche anno fa; la “scena” da parte sua, nelle bands, nelle etichette nelle agenzie di booking, cerca a suo modo di mantenere il rapporto con le persone interessate il piu’ onesto e umano possibile mantenendo costi accessibili a tutti i livelli del circuito indipendente. Questo permette a tanti di poter vivere grazie alla propria passione/creativita’, e permette al pubblico di avere un rapporto diretto con i gruppi/artisti. Grazie a queste premesse, pur non avendo l’impatto pubblicitario dei dischi da classifica, anche la musica alternativa di qualsiasi sottocultura ha un suo spazio radio e in alcuni casi anche televisivo, non pochi sono i casi di gruppi della scena che diventano gruppi da classifica, nel passato Die Artze e Die Toten Hosen, nel presente i Broilers, tutti nati e cresciuti in anni/periodi diversi nella scena punk, giusto per fare dei nomi.

✯Si dice spesso che all’estero si va avanti solo per meritocrazia, o almeno se sei straniero, succede anche per la musica?
Cerco di evitare ogni polemica, ma per favore, evitiamo di dare seguito ai “si dice”, spesso nascondono enormi stronzate.  La meritocrazia esiste ovunque, cosi’ come esistono i lecca culo, i raccomandati, i servi, e a volte persino persone semplicemente piu’ brave o fortunate che in quel determinato momento sembrano fotterci in chissa’ quale modo. Nella musica, anche nella nostra scena, distinguo personalmente il merito “artistico” da quello “commerciale”: il merito artistico resta personale e soggettivo, meno persone te lo riconoscono meno possibilita’ hai, cosi’ come il merito commerciale e’ un fatto, un numero, che purtroppo resta importante per la vita stessa della scena indipendente. Non ho mai giudicato una band per il numero di persone che porta in un locale o da quanti dischi venda o abbia venduto, credo che in tanti la pensino come me, anche tra gli addetti al settore della discografia indipendente, altrimenti non esisterebbero piu’ novita’, ma quando vai avanti, vai avanti per pubblico e numeri, e non sempre pubblico e numeri corrispondono alla qualita’.

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✯Arriviamo al vostro ultimo album, “X” l’album del decennale, un ottimo album, come sta andando?

Grazie per il complimento! “X” e’ il nostro sesto album, uscito come precisavi in occasione del nostro decimo compleanno, fino a questo momento sta avendo un buon riscontro di critica e pubblico, per esempio in questa settimana siamo alla sesta posizione della classifica di Core Tex, sicuramente una delle mail order Punk-Hc piu’ importanti d’Europa, in effetti la cosa strana e’ vedere il nostro disco in classifica tra gruppi come Strife ed H2O giusto per citarne alcuni, sicuramente distanti dalle nostre sonorita’, ma siamo contenti di avere un pubblico vasto tra le varie sottoculture!

✯Avete avuto modo di girare l’Europa, qual é il pubblico più caldo, e cosa pensate del pubblico italiano?

Avere l’onore e la possibilita’ di suonare in giro, spesso con gruppi che ascolti fin da quando sei ragazzino, resta un’esperienza unica e impagabile, a prescindere da dove questo avvenga. Difficile stilare una classifica di pubblico e concerti, non voglio “tirarmela” piu’ di tanto, ci sono e ci saranno tante situazioni belle e meno belle, da Madrid a Pechino, per inglobare piu’ posti possibili dove abbiamo suonato, ogni serata ha una storia a se, ogni concerto e’ una nuova sfida. In Italia non abbiamo avuto molte esperienze, speriamo di poter fare meglio con il nuovo disco!

✯Domanda classica, a quale album siete più affezionati?

Sempre all’ultimo e a quello che dovra’ venire….un piede nel passato e lo sguardo dritto e aperto nel futuro“ cantava Bertoli.

✯Domanda personale. Come e quando hai iniziato a suonare e come mai ti sei avvicinato allo ska?

Ho iniziato a suonare a 10 anni, prima percussioni e dopo batteria, strumento che ho suonato fino al 2007, ma che non ho mai sentito veramente “mio”, la scelta della batteria e’ stata dettata dal fatto che avevi piu’ possibilita’ di suonare in una band. Verso i 13 anni ho comprato la mia prima chitarra, un’acustica da poco piu’ di 80 mila lire, che ho massacrato cercando di suonare i primi power chords e scrivere canzoni, una passione che ho avuto fin da subito, e la batteria sicuramente non ti da la possibilita’ di comporre una melodia; a differenza della batteria, la chitarra era ed e’ lo strumento che sento mio, che suono da anni anche dal vivo, che suono ogni giorno anche quando non sono in tour, purtroppo o per fortuna scrivo sempre (troppo a detta della Destiny!) questa e’ la ragione per la quale abbiamo un numero considerevole di dischi e singoli. Mi sono avvicinato allo ska e al punk sempre verso i 13 anni, come ska intendo sempre lo ska-revival, sapevo poco o nulla dell’original, dello skinhead reggae e del rocksteady…sicuramente non potevi affidarti a google o al file sharing visto che nel 96/97 non tutti avevano internet a casa…come nelle generazioni precedenti, copiavamo la musica su cassette, ricordo una tdk da 90 dove avevo Mondo Bizzaro e credo non tutto Adios Amigos, e dall’altro lato Specials…vatti a ricordare chi me l’aveva data! Da li’ ho iniziato ad appassionarmi allo stile, erano anche anni fortunati dove dischi Ska ne venivano stampati un po’, anche da etichette americane come la Hellcat, ricordo Right on Time degli Hepcat ad esempio, RedLight degli Slackers (pur non essendo mai stato un loro fan), Gadjits, MMB…ma anche altre etichette come la Burning Heart avevano i loro gruppi ska revival come Chickenpox e Liberator, ovviamente ci metto anche l’Italia con gli Statuto (anche se in quegli anni avevano un po’ virato verso il mod revival, ma sempre ottimi album!) i primi Casino Royale, e alla fine degli anni 90 il primo dei BlueBeaters, un disco che ancora oggi suona benissimo.

In conclusione, grazie per l’intervista!

Valerio